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furett på berget

”Änggårdsbergen” è un vasta zona di bosco alle porte di Göteborg. La maggior parte della zona dal 1975 è classificata come riserva naturale. La foresta si estende per 300 ettari sui quali domina un altopiano interrotto da valli con cinque creste di roccia molto ripide e coperte di erica. Su alcune delle punte più alte ci sono nove tumuli antichi e i resti di una vecchia fortezza. Una gran parte dell’area è coperta di bosco con querce, betulle e pini. Ci sono quattro laghi e nelle valli l’acqua di deflusso ha creato delle paludi e degli acquitrini. “Änggårdsbergen” è una enorme risorsa per gli abitanti di Göteborg ed una popolare meta per camminare, correre e fare picnic.

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Nordic noir – TV-crime della Scandinavia

untitledÖresundsbron – il ponte che collega la Danimarca con la Svezia è stato chiuso per via di un omicidio. Il caso vuole che il cadavere, una donna, si trovi esattamente sul confine tra i due paesi, quindi la competenza dell’indagine va divisa tra il distretto di polizia di Malmö e quello di Copenhagen.

Inizia così la prima puntata della serie criminale “Bron/Broen” (il ponte) che ha conquistato il pubblico mondiale. Tre stagioni (2011 e 2013, e la terza stagione che andrà in onda nella TV svedese e danese a settembre 2015), 60 puntate e degli ottimi attori danesi e svedesi. I due protagonisti sono Saga Norèn, della polizia di Malmö e Martin Rodhe della polizia investigativa di Copenhagen, interpretati dalla svedese Sofia Helin e il danese Kim Bodnia. Lo sceneggiatore, Hans Rosenfeldt ha creato due caratteri molto complessi, e l’uno l’opposto dell’altra. La Norèn è una persona priva di “competenza sociale”;  agisce fuori delle normali regole di convivenza e condivisione. Senza sentimenti empatici, un po’ Aspergeriana, è spogliata di ogni sovrastruttura sociale, appare come una specie di “mostro” di acuta intelligenza e di istinto infallibile. Martin Rodhe invece rappresenta tutte le caratteristiche che consideriamo “umane”: emotivo,  empatico, gentile ma anche irascibile e dotato di molto temperamento. E’ un estroverso di corporatura grossa, che contrasta con la snella e austera Saga Norèn. Continua a leggere

Let’s dance – complessi da ballo dagli anni ’70 fino a oggi

imagesI complessi da ballo “Dansband” sono un fenomeno molto sentito nella cultura popolare svedese. Non sono semplici complessi musicali che accompagnano le coppie danzanti. Sono molto di più, è quasi una religione.

Nascevano circa sessanta anni fa come semplici orchestrine locali, che facevano ballare i giovani il sabato sera. Suonavano musica ispirata dallo swing, dal country e dal genere “schlager” (letteralmente battito o colpo, usato per descrivere una canzonetta di successo) contaminati dalla canzone tradizionale svedese. Negli anni settanta ci fu il grande boom e lo stile musicale dei “Dansband” divenne un genere vero e proprio: la “dansbandsmusik”. Per distinguersi nel mercato ci si inventava dei look personali: pettinature, vestiti, nomi e mascotte. Gli strumenti del gruppo erano la chitarra elettrica, il basso, la “keyboard” (pianola) e la batteria. Alcuni complessi aggiunsero il sassofono, la fisarmonica e, in qualche caso, la tromba. Continua a leggere

Pargoli in cantiere – Qui si cresce

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Perché si fanno più figli in Svezia che in Italia?

La percentuale di bambini da 0 a 14 anni in Italia è il 13,9%, mentre in Svezia è quasi il 19 %. Uno dei motivi è che in Svezia sono state create delle condizioni più favorevoli per le famiglie con bambini piccoli; un fatto che dovrebbe essere ovvio in qualsiasi stato, perché, come sappiamo tutti, senza giovani un paese non ha futuro. Qui sotto seguono alcuni esempi importanti:

“Bostadsbidrag” – sussidio per il costo dell’affitto. La cifra erogata dallo stato dipende dalla situazione economica della famiglia e dal numero dei figli. Il “Bostadsbidrag” si riceve mensilmente. Continua a leggere

Serenata

09 serenataIl sole sta tramontando. Il vicino in cima alla strada suona il sassofono sulla scala di casa. Anni settanta, musica melodica, ritmata, orecchiabile. Non è un musicista, ma è capace ed usa il sassofono come un falegname usa il tornio…

Quello che ne esce è piacevole, dà atmosfera che contribuisce a creare una specie di magia dentro di me. Gli odori di fritto – probabilmente sanguinaccio – e di mele cadute dall’albero che stanno fermentando nell’erba, si mescolano con la fresca sera di fine settembre.

Si sentono le voci di ragazzini, che si offendono a vicenda per qualche piccolo screzio, mentre se ne vanno lentamente  a casa. Il buio fa sembrare il mondo più intimo e avvicinano odori e suoni. Qualcuno stende le lenzuola appena uscite dalla lavatrice e il vento notturno le acchiappa e diffonde un forte profumo di ammorbidente. Banali avvenimenti quotidiani, mescolati caoticamente insieme, cadono come una stupenda magica nevicata sopra di me. Sento che sono felice di essere nata in quel buco del mondo, dove note di sassofono e odore di fritto riescono muovere le anime e quasi a comprendere il vero senso della vita.

Le aringhe marce che bontà!

surtrömmingChi vorrebbe addentare un pesce putrefatto che sprigioni degli odori riconoscibili solo da chi è appena ritornato dall’oltretomba? Chi cercherebbe di non vomitare senza riuscirci quando si mette a tavola? Chi manderebbe giù un boccone viscido e miasmatico che non ritorna subito su solo perché è impedito dal fiume di alcool che di norma ne segue? La risposta è: una buona parte degli svedesi del nord.

L’usanza di mangiare le aringhe fermentate, “surströmming” in svedese, è molto antica e profondamente radicata nella zona di nordest della Svezia. Secondo la tradizione il “surströmming” può essere venduto soltanto dopo il terzo giovedì d’agosto. Come con il dolce tradizionale durante la Quaresima – il “semla” – anche il “surströmming” ha lo stesso sentire appassionato nell’anima popolare. Anche in questo caso c’è un’accademia (Surströmmings akademin) che mantiene e coltiva la tradizione. Che cos’è allora effettivamente il rinomato “surströmming”? Continua a leggere

La Svezia in tutte le salse

sååååååsQuando ero piccola il piatto obbligatorio di ogni domenica era carne arrosto con patate lesse e “brunsås” (salsa marrone). Verso l’ora di pranzo, passando per le strade, si sentiva uscire da ogni casa l’odore di manzo arrosto, spesso accompagnato con una nota di bruciato. Che questa carne poi andasse servita nel modo classico con patate e “brunsås” era fuori di ogni dubbio.

Quando la Svezia nel 1810 – all’improvviso – si trovò senza erede al trono, fu chiamato il maresciallo francese Jean Baptiste Bernardotte per salvare il paese. Allora si aprirono le porte non solo alla politica francese, ma anche alla cultura e i costumi dei francesi. Questa influenza si ritrova in tante parole svedesi come per esempio  “trottoar” (marciapiede), “fåtölj” (poltrona), “paraply” (ombrello), “följetång” (racconto pubblicato a puntate) etc. Però il francese si è fermato essenzialmente in cucina. Continua a leggere